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Il Salento... luoghi e itinerari

Mappa del Salento

Penisola senza sbocchi tra l'Adriatico e lo Jonio, il Salento è la terra più meridionale della Puglia. Lecce, che ne è il capoluogo, si distingue non solo dal resto della regione ma anche dallo stesso Salento per il suo distacco intellettuale e la sua gentilezza aristocratica. Capitale del Barocco pugliese, è chiamata la «Firenze del Barocco», che vi ebbe lunga vita tra la fine del secolo XVI e primi del secolo XVIII e vestì chiese e palazzi di capricciosi e fastosi ornamenti senza alterare le preesistenti strutture rinascimentali e perfino romaniche come nella Basilica di Santa Croce, nel contiguo Palazzo del Governo (l'ex Convento dei Celestini), nella Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo. La città conserva altri monumenti e segni di più antica nobiltà: un Ipogeo messapico del III secolo a.C. nel sottosuolo del giardino di palazzo Palmieri, un Anfiteatro Romano in piazza Sant'Oronzo, resti del Porto di Adriano sulla bellissima spiaggia di San Cataldo, porte e palazzi cinquecenteschi.

Per conoscere il Salento è necessario percorrere due itinerari partendo da Lecce: l'uno lungo la «Riviera azzurra salentina» verso Otranto che prosegue, dopo il Capo, dove l'Adriatico finisce e si fonde con lo Jonio, sino a Leuca; l'altro lungo la «Riviera nirentina» sulla costa jonica verso Nardò sino a Gallipoli.

Lecce, è il capoluogo, si distingue non solo dal resto della regione ma anche dallo stesso Salento per il suo distacco intellettuale e la sua gentilezza aristocratica. Capitale del Barocco pugliese, è chiamata la «Firenze del Barocco», che vi ebbe lunga vita tra la fine del secolo XVI e primi del secolo XVIII e vestì chiese e palazzi di capricciosi e fastosi ornamenti senza alterare le preesistenti strutture rinascimentali e perfino romaniche come nella Basilica di Santa Croce, nel contiguo Palazzo del Governo (l'ex Convento dei Celestini), nella Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo. La città conserva altri monumenti e segni di più antica nobiltà: un Ipogeo messapico del III secolo a.C. nel sottosuolo del giardino di palazzo Palmieri, un Anfiteatro Romano in piazza Sant'Oronzo, resti del Porto di Adriano sulla bellissima spiaggia di San Cataldo, porte e palazzi cinquecenteschi.

Copertino: L’imponente Castello, innalzato nel 1540 e dotato di un sontuoso portale rinascimentale, e la Collegiata, di origine romanica ma rifatta in età rinascimentale e rinnovata nel ‘700, attestano che la cittadinanza in passato ebbe un ruolo non marginale.

Nardò: a pochi km dal mare, è centro caratteristico per piacevoli architetture barocche, ricordo del secolo, il XVIII, che lo vide competere con Lecce sul piano artistico e culturale. Il monumento più importante è tuttavia la Cattedrale che, pur dotata di facciata settecentesca, presenta forme romaniche-gotiche risalenti al secolo XIII-XIV.

Gallipoli: di origine greca (“Kalè polis”, città bella), è il luogo di maggior rilievo turistico della costa ionica orientale. A guardia del porto, sorge il castello, della prima metà del ‘500, trait d’union tra la città nuova e il centro storico.

Casarano: Sorge sulle pendici occidentali delle murge salentine, e offre poco distante dalla barocca parrocchiale, la curiosità della svettante guglia di S.Giovanni Elemosiniere (secolo XIX). Più importante, sulla strada per Ugento, l’antica chiesa di Casaranello, rivestita internamente di mosaici (sec V) e affreschi (sec XIII).

Maglie: Nel cuore delle Serre, l’area centrale del Salento, la cittadina allinea in via Roma palazzetti e chiese di dignitosa architettura di ambito barocco. Importante istituzione è il museo paleontologico, che oltre alla sezione paleontologica vera e propria comprende una paletnologica (strumenti di selce e di calcare).

Soleto: In età medioevale fu interessato da un immigrazione Greca che ha lasciato qualche traccia di se. Sorprendente, per eleganza e slancio, il gotico campanile della parrocchiale barocca costruito fra secolo XIV e XV a due piani di bifore e coronamento ottagonale.

Galatina: Nella cittadina, che nel basso medioevo, fu come Soleto sotto la signoria degli Orsini del Balso (e ugualmente ebbe una nutrita colonia Greca), di forte richiamo è la chiesa francescana di Santa Caterina d’Alessandia, eretta nel 1384-91 per venire incontro alle esigenze della popolazione non Greca. Animata nella facciata tricuspidata e aperta da portali architravati, ha un interno a cinque navate rivestito di affreschi della prima metà del ‘400, dovuti ad artisti di lontana ispirazione Giottesca. Nel nucleo più centrale dell’abitato, con numerosi edifici settecenteschi, è di rilievo la facciata barocca della chiesa dei Ss.  Pietro e Paolo.

Melendugno: il Castello di questo piccolo centro immerso in un paesaggio a forte vocazione agricola fu costruito lentamente nel corso dei secoli XV e XVI e poi, secondo consuetudine, trasformato in palazzo baronale; suggestivo il torrione cilindrico angolare.

Roca Vecchia: Località di soggiorno balneare dove, su una pittoresca scogliera a strapiombo sul mare, si levano i ruderi di un castello e di fortificazioni costiere risalenti al secolo XIV. I corredi di tombe messapiche, qui recentemente scavate, sono custoditi al Museo Castromediano di Lecce. Tra Roca Vecchia e Otranto si allineano parallelamente alla costa e congiunti da un canale, i laghi Alimini, specchi d’acqua salmastri di gradevole impatto ambientale dichiarati “oasi di protezione faunistica”.

Otranto: Piccola per dimensioni quanto grande di spessore storico, la città più orientale d’Italia si raccomanda anche per la qualità del patrimoni artistico. Al primo posto è la Cattedrale, di un bel romanico pugliese, famosa per lo splendido mosaico pavimentale a tema religioso realizzato nel 1163-66. Poi la porta Alfonsina, voluta da Alfonso D’Aragona a fine ‘400, la preziosa piccola basilica bizantina di San Pietro (sec IX-X) e il castello Aragonese, rinforzato dagli spagnoli nel ‘500.

Castro: Riassume, con la frazione Castro Marina e il vicino centro termale di Santa Cesaria terme, la dimensione balneare più attrezzata dell’estrema costa orientale salentina. Ulteriore notorietà deriva da Castro dalle spettacolari grotte marine che si aprono nel sul territorio.

Marina di Leuca: Dotata di porticciolo turistico, è un’amena località di villeggiatura non distante dal santuario di S.Maria di Leuca, luogo di devozione all’estremità del capo omonimo (anche chiamato “santuario de Finibus Terrae), di origine antica ma ricostruito nel primo settecento.

 

Tenuta Vetti

La centralità della TENUTA VETTI offre al turista una vasta possibilità di itinerari. Il Salento, che nella tripartizione angioino-aragonese della Puglia assunse il nome di terra d’Otranto, sarà così descritto nel suo complesso prima tra paesaggi pittoreschi dei tratti costieri per poi concludere con quelli interni dai profili ondulati.

La penisola salentina vanta due riviere, quella di levante lungo la costiera adriatica e quella di ponente lungo il litorale jonico. Gli anfratti, le cale, gli strapiombi, lasciano il passo a sterminati arenili, ideali per gli amanti della villeggiatura tranquilla.

 

Itinerari

1°) Da Santa Cesarea Terme a Santa Maria di Leuca  

2°) Da Santa Maria di Leuca a Torre San Giovanni  

3°) da Tricase a Lucugnano

4°) Da Presicce ad Alessano

5°) Grotte di Ponente – grotte di Levante

 

1°) Da Santa Cesarea Terme a Santa Maria di Leuca

da Santa Cesaria Terme a Santa Maria di Leuca

Da Santa Cesarea, nota per la sua struttura termale, ma soprattutto per il suo azzurro mare, ha inizio il tratto costiero più straordinario della provincia. Percorrendo in auto la strada litoranea, tra costoni rocciosi e scogliere a picco, pinete e macchie mediterranee ci conduce alle porte di Castro. Qui la forza erosiva del mare e la passione della natura hanno scavato grotte semisommerse di straordinaria importanza ambientale. L’atmosfera romantica della costa raggiunge i suoi massimi livelli verso Leuca. Si può ammirare la scogliera multiforme di Marina di Andrano per poi arrivare al porto di Tricase, ricavato  da un insenatura naturale. La costa si addolcisce nel tratto compreso tra Marina Serra e Leuca. In questo punto è d’obbligo fermarsi nei pressi della cinquecentesca torre Nasparo, in territorio di Tiggiano. Superata l’insenatura di Novaglie si giunge al meraviglioso canale del Ciolo, una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico. Se alziamo lo sguardo ci accorgiamo che non c’è più Italia da percorrere, perché siamo giunti a Santa Maria di Leuca. Su tutto domina il santuario della vergine de Finibus terrae, dove secondo la leggenda ci si dovrebbe recare almeno una volta nella vita per evitare di recarvisi da morti con l’anima. Proprio la, dove la punta Ristola segna l’estremo confine d’Italia, si conclude per noi il primo itinerario turistico.

 

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2°) Da Santa Maria di Leuca a Torre San Giovanni

da Santa Maria di Leuca a Torre San Giovanni

Già a partire dalle incantevoli spiagge di Felloniche e San Gregorio e proseguendo  per torre Vado, località situata a pochi km a nord, possiamo contare su un territorio ad alta ricettività turistica.  Risalendo la costa si giunge in vista delle Marine di Salve.  Qui il contrasto tra bianco della sabbia e blu dello Jonio assume maggiore rilevanza: Siamo a Pesculuse, luogo dalle sfumature eccezionali e luci radenti al tramonto. Nella lunga e stupefacente passeggiata sui lidi dello Jonio, imprigionati tra l’azzurro dell’acqua e i cespugli delle dune, si può avvistare “il gigante che sorge sul mare”. Si tratta di una torre a base circolare che si leva dalle acque, siamo a Torre Pali. Ai confini con le marine di Ugento sorge invece lido Marini, dal meraviglioso litorale sabbioso che si specchia nelle acque smeraldine. Uno dei posti in assoluto più frequentati dai bagnanti è Torre Mozza. Qui nel breve tratto di scogli affioranti restituisce lo spazio sottratto alla sabbia che si estende a nord per più di 8 Km ininterrottamente. Attorno alla cinquecentesca torre di Carlo V sorge la seconda frazione di Ugento: Torre San Giovanni. La costruzione da cui prende il nome la località balneare, nel corso dei decenni è stata trasformata in Faro.  Fra Torre Mozza e Torre San Giovanni, il fondale marino assume connotazioni davvero speciali, bassa profondità delle acque, mare calmo, sabbia fine.

 

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3°) da Tricase a Lucugnano

da Tricase a Lucugnano

Si parte dal centro abitato più importante ed esteso di tutta la zona del capo di Leuca: Tricase, splendida cittadina di quasi 18000 abitanti. Essa rappresenta un centro urbano di vitale importanza per l’equilibrio economico di tutto il comprensorio di Leuca. Appena fuori dall’abitato, lungo la via che conduce a Tricase Porto, si incontra il più alto nobile dei monumenti naturali: la leggendaria “Quercia Vallonea”, testimone superstite di un passato consegnato ad una fragile memoria. Quest’albero piantato nel XII secolo, è facilmente osservabile poiché la strada provinciale passa a pochi metri di distanza. L’architettura di Tricase è di difficile interpretazione, spontanea, di varia forma e tipologia, sembra non seguire un progetto organico. Si distingue pertanto fra case a corte e case a schiera.  Magnifica la torre del ‘400 e il contiguo castello cinquecentesco. Un antica porta separa lo spazio dominato dalla chiesa Matrice, ricostruita 300  anni fa, sulle rovine di un tempio del ‘500. Da annoverare la  Chiesa di San Domenico dai lineamenti Barocchi, il meraviglioso Castello di Tutino del XVI secolo, quello di Caprarica con quattro torri cilindriche agli angoli e le mura più alte di 6 metri, quello di Depressa, distrutto dai Turchi nel 1481 e ricostruito nel 1548, e il primitivo castello di Lucugnano.  Spostiamoci a Nord, verso Andrano. Il biglietto da visita di questo comune è offerto dal suggestivo castello degli Spinola, antistante al municipio, conta più di 400 anni. E’ del 1561 invece la Chiesa di San Domenico, caratteristica per la chiara commistione di vari stili architettonici ma forse il monumento più importante del paese è la Cappella della Madonna dell’Attarico, completamente ristrutturata. Al tempio, di fattura quatttrocentesca, è legata una particolare espressione del folklore locale; il primo sabato di agosto, vigilia del santo patrono, si trasforma in luogo di pellegrinaggio, riempendosi di pubblico in una sagra campestre.

Poco più di 5km a nord sorge Poggiardo che dal punto di vista geologico, può essere considerata uno dei primi nuclei di formazione litologica di tutta la provincia. Non è raro scorgere numerosi fenomeni carsici, anche se il quadro artisticamente più rilevanete è quello che incornicia gli scavi di Vaste. Presto l’intera zona , a forte vocazione archeologica, per la presenza di dolmen e costruzioni rupestri, rientrerà nell’ambito del parco naturalistico che circonderà l’antico centro messapico di epoca romana. Ma torniamo un po’ a sud, toccando il cielo con il Campanile di Montesano Salentino, coronato da una pregievole cuspide, a guardia della chiesa Parrocchiale edificata circa due secoli fa. A questo territorio è ormai legato il culto di San Donato di cui l’attuale tempio fu costruito dall’architetto Francesco Palma nel 1775. Proseguendo si incontra Specchia, che sorge sulle colline più elevate del circondario, dominando la vallata. Il paese vanta mille anni di storia illustre. Nel centro storico possiamo osservare il castello di Risolo, del XVI secolo, la chiesa parrocchiale rifatta in stile barocco nei primi anni del 1600 e la chiesa dei cappuccini che poggia su un antica cripta basiliana, dove si conservano importanti affreschi Bizantini. Continuiamo con la deliziosa chiesetta bizantina di S.Eufemia, la chiesetta ipogea della Madonna del Passo, il convento dei Francescani Neri, sorto accanto alla più antica cappella di Santa Caterina, ricca si preziosi affreschi. Da qui si raggiunge facilmente Lucugnano, piccola frazione di Tricase, famosa per la lavorazione di terracotta.

 

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4°) Da Presicce ad Alessano

da Presicce ad Alessano

Questo viaggio comincia da Presicce, la città dei frantoi Ipogei. Presicce è realmente un paese sotterraneo, i suoi abitanti infatti vivono al di sopra di un mondo straordianario. Il paesaggio sotterraneo affida la sua voce non solo alla favola dei suoi “trappiti”, gli antichi oleifici a grotta, scavati dall’uomo, con le caratteristiche vasche e le molazze, pesantissime ruote di granito che servivano per la molitura delle olive, ma coinvolge anche percorsi di grotte, oggetto di numerose e accurate ricerche speleologiche. Il centro storico del paese mantiene una caratteristica signorile, eleganti sono i giardini pensili del palazzo ducale che si affacciano sulla piazza della Chiesa Matrice. Di particolare interesse anche la Chiesa e il Convento degli Angeli e quello del Carmine. Merita menzione anche il museo della civiltà contadina, testimone della storia locale. A pochi km si trova Acquarica del Capo, un comune che basa la sua economia sul settore primario, ma soprattutto sulla lavorazione del giunco, una pianta erbacea che cresce nei luoghi acquitrini e che si presta alle più svariate e fantasiose lavorazioni. Proseguendo si incontra Ugento, paese incantevole che sorge su una collina, caratteristico per il suo susseguirsi si salite e discese. Si tratta di un antico entro messiapico che conobbe momenti di grande splendore, confermati da numerosi reperti archeologici e corredi artistici venuti alla lice dalle varie necropoli. La città antica era racchiusa da una possente cinta muraia di circa 5km, che è considerata la più imponente di tutti i centri messiapici salentini, costituita da una fila di blocchi dallo spessore di 6/8 metri. A ben vedere quindi si tratta di una città fortificata che presenta ancora oggi  i caratteri distintivi di un tempo; torri e castelli infatti non sfuggono agli occhi dell’appassionato di storia dell’arte e quello dei semplici curiosi. Da segnalare il famoso Museo Civico di Paleontologia e Archeologia. Ci spostiamo a Salve, un posto dove ancora restano ben scritti 70000 anni di storia. Chi giunge qui non può non visitare il Canale dei Fani, un luogo meraviglioso dove abitava l’uomo di Neandertal, primo abitatore della zona. Merita citazione la masseria di Santo Lasi, che sorge attorno ad una torre del 1577, sulla vecchia strada che da Salve conduce a Torre Vado. La masseria è un imponente insediamento militare a più piani in cui si affacciano le corti. In breve tempo si arriva a Morciano di Leuca. Qui si può visitare un magnifico castello a guisa di fortilizio. I merli testimoniano la dominazione francese. La facciata principale domina la piazza. Morciano e Patù si danno la mano. Quest’ultimo è uno dei comuni più piccoli della provincia. Il nostro percorso ci porta a Vereto, la potente città messapica di epoca precedente al 300 AC. Ma il monumento caratteristico di Patù è la costruzione megalitica di “centopietre”, composta da grossi blocchi di pietra. A pochi metri di distanza è possibile ammirare la chiesetta di San Giovanni, sobria e imponente.

Castrignano del Capo, lungo questo nostro percorso, costituisce il centro abitato più vicino a Leuca Bianca. Oltre alla sua posizione strategica, oggi vanta una ricchissima zona di reperti archeologici, i menhir che costellano questo territorio onorano il nome di questo lembo di terra, ancora per tanti aspetti incontaminato. Due km più a nord, ecco Gagliano del Capo, fiorente di attività artigianali. Questo comune sorge sulla Serra dei Cianci, tra le più alte murge salentine, a 147metri dal livello del mare. La bellezza barocca del litorale, le torri costiere, i rifugi naturali che un tempo erano le case dei nostri antenati, dove si possono ancora osservare i graffiti e i singolari reperti fossili, e ancora la costa merlata e tratteggiata dai caratteristici muretti a secco. Il piatto forte di Gagliano del Capo però è senza dubbio il Ciolo, con una vista da brividi. Oltre all’itinerario costiero comunque è possibile ammirare la chiesa parrocchiale eretta nel XVI secolo da Ercole Cassano, una struttura poderosa che mostra il suo finestrone cinquecentesco, un portale del 1696 e un campanile di cent’anni più recente. Da non trascurare affatto le frazioni comunali: San Dana con la meravigliosa cripta di Sant’Apollonia, Arigliano con il menhir Basante e quello santo spirito di 4000 anni fa. Inoltre i padri Trinitari custodiscono una ricca biblioteca del 1600.  Qualche km più a nord troviamo Corsano, un conglomerato di origine bizantina, noto per i suoi cravattifici e per l’artigianato locale. Monumento più illustre è la chiesa di Santa Sofia, dalla storia travagliata.  Lungo la provinciale Vaste-Leuca sorge Tiggiano. La sua origine è databile nel periodo medioevale, durante la dominazione Angioina. La Famiglia dei Serafini-Sauli fece costruire nel XVII secolo il palazzo dei Baroni, monumento più importante. Di matrice seicentesca manifesta tenui profili rinascimentali. Dietro al palazzo si leva la seicentesca Torre Colombaia e più lontano si estende un giardino anticamera per il bosco, un vero museo della macchia mediterranea. Qui le sfumature, sulla collina più alta del Salento, si fondono in un connubio davvero speciale. Da ricordare la chiesa dei Cappuccini del 1628 dove si possono ammirare straordinari dipinti di figure sacre. La chiesa che conta maggior numero di anni è però quella di Sant’Antonio, del 1300, da visitare.

 

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5°) Grotte di Ponente – Grotte di Levante

Grotte di Ponente e Levante

Ora è il momento di immaginare un percorso in mare, da seguire magari a bordo di un motoscafo o di una barca a vela. Lungo la riviera occidentale si può osservare la grotta delle tre porte, così chiamata per le sue tre cavità da cui penetrano le acque dello Jonio e ancora la Grotta del Drago e quella più suggestiva dal nome sinistro Grotta del Diavolo un luogo in cui il nome ha tratto la sua origine da sinistri avvenimenti realmente accaduti. Proseguendo incontriamo la Grotta Porcinara, luogo sacro in antichità con due grandi bocche d’entrata e vari ambienti fra loro comunicanti. Qui decine di secoli addietro prima i messapi, poi i Greci svolsero i loro riti religiosi e tutt’ora si può respirare un atmosfera tipica di un santuario. Nel territorio di Gagliano del Capo si trova la meravigliosa Grotta del Pozzo, dominata in cima da un ampia buca che suggerisce proprio la forma di pozzo e che si estende per oltre 250 metri. Dopo la Grotta del Pozzo è quella delle Mannute la protagonista in assoluto della scena con la fusione naturale di stalagmiti e stalattiti che raggiungono i 7 metri di lunghezza. Nei pressi di Novaglie si trova invece la Grotta delle Cipollane, nota per le documentazioni del Neolitico. Questo è il luogo dei meravigliosi fondali tanto amato dai sub, dove si stagliano le imponenti barriere di corallo rosso.

 L’Adriatico ci conduce sempre più a nord dove piccolissime insenature e cunicoli sommersi spingono gli amanti del mare a tuffarsi in acqua per scoprire i fondali spettacolari dalla spettacolare fauna marina del tratto Tricase Porto – Marina di Andrano. A nord di Castro incontriamo alcune tra le grotte più note della costa sud. Tra queste,la più apprezzata dai turisti è la grotta della Zinzulusa. Qui si offre al visitatore uno spettacolo unico, la grotta infatti è un susseguirsi di stalattiti e stalagmiti e a lsuo interno svolazzano e dimorano vere e proprie colonie di pipistrelli. A fare il paio con la Zinzulusa è la Grotta Romanelli, con i suoi graffiti paleolitici, testimonianza autentica della memoria più antica del Salento. A Santa Cesarea, lì dove abbiamo avviato la nostra esplorazione del Capo di Leuca, la costa Adriatica offre ancora splendidi panorami in direzione di Otranto dove si presentano altre bellezze, ma questa comunque è un’altra storia.

 

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Vi ringraziamo di aver letto le nostre poche proposte,  il Salento è una terra nuova, incontaminata. Questi sono stati solo dei piccoli assaggi di un territorio genuino. Così genuino da lasciare solo al ricercatore attento la grazia di essere scoperto e gustato. L’ospitalità, la cordialità, e la naturalezza della gente del posto non può che non essere coerente con l’anacronismo di un luogo che, per certi aspetti, ci riporta indietro nel passato.Tracciare però unicamente il profili paesaggistico di queste zone sarebbe un affronto imperdonabile; chi sceglie questi luoghi per una sana vacanza, senza dubbio trova anche il modo di divertirsi; è un discorso che può interessare i giovani in cerca di intrattenimenti serali. La riviera è il posto consigliato per trovare atmosfere particolari in locali caratteristici o per apprezzare la buona cucina in ristoranti di mare.

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